Volontari Gruppo Genova

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Chi siamo

 

Ci vuole coraggio, ci vuole pazienza, ci vuole tanto amore per quello che si fa.

Fare il volontario di protezione civile in un gruppo comunale non è di per sé facile.

E’ un esperimento di partecipazione civica innovativo, che guarda al futuro, ad una società diversa in cui le istituzioni sono i cittadini e non ci sono LE istituzioni e I cittadini, ma una partecipazione diretta all’attività di gestione del territorio.

Addirittura non è facile neanche spiegarlo cosa sia realmente un gruppo comunale, perché fugge un po’ dagli schemi classici e quindi molti non sanno come definirlo.

Nell’esperienza personale vediamo ancora degli uffici comunali che considerano il Gruppo Genova una associazione e quindi non gli riconoscono quella natura particolare che ogni giorno cerca di affermare.

Quindi, se l’apparato comunale stenta a digerire il gruppo comunale, figuriamoci quanti problemi possono esserci all’esterno.

Ma questo non è un discorso irriconoscente verso le libere associazioni di cittadini, che sarebbe assurdo fatto proprio da me che ogni giorno difendo questo importante sistema di partecipazione democratica.

E’ che sulla funzione di protezione civile del Comune si deve costruire qualcosa di solido ed integrato.

Come sarebbe più facile essere una associazione, basterebbe una convenzione e si risolverebbero tutti i problemi di coordinamento, di autonomia, di difficoltà di colloquio con l’ente.

E forse sarebbe più facile anche per il Comune.

Una bella convenzione, che se l’associazione rispetta il merito è condiviso, mentre se l’associazione non ce la fa, si interrompe la convenzione.

Funziona benissimo in tutti i settori, forse anche nella protezione civile.

Ma noi crediamo che la protezione civile non sia un sistema esterno alla civica amministrazione, ma che sia una funzione irrinunciabile, immediatamente ed irrimediabilmente connaturata al compito di amministrare il territorio.

Penso che a nessuno potrebbe venire in mente che una polizia locale appaltata funzionerebbe meglio.

Ma visto che la protezione civile è una funzione propria del Comune, direi che il paradosso dimostra come sia imprescindibile che la protezione civile viva integrata nell’intero sistema.

E, conseguentemente, visto che la protezione civile è fatta in primo luogo dai cittadini, il gruppo comunale è imprescindibile da una visione moderna dell’amministrazione.

Che non si può lasciare soltanto ad un settore del Comune, ma deve coinvolgere tutta la cittadinanza.

C’è il rischio di un deficit democratico all’interno di un gruppo comunale?

Difficile poterlo sostenere quando comunque i gruppi comunali eleggono i propri coordinatori.

Difficile anche dire che, parlando di interferenze dell’ente all’interno del gruppo, non è democratico quando tutta l’amministrazione comunale è eletta democraticamente.

Sicuramente è difficile gestire il rapporto con l’apparato funzionariale, che ragiona in parte su altre logiche.

Difficile gestirlo in un comune piccolo, difficile gestirlo in un comune grande, difficilissimo gestirlo in un comune capoluogo di provincia e di regione e che ha quasi la metà della popolazione regionale.

Difficile, ma non impossibile, visto che esperienze pluriennali dimostrano che si può fare.

Per quanto ci riguarda direttamente non ci siamo mai lamentati, perché abbiamo sempre avuto stima e collaborazione e ricambiato con impegno la fiducia che ci era accordata.

Certo, la macchina comunale ha avuto degli sviluppi negli ultimi anni che hanno portato a cambi di dirigenti ed organizzazione notevole.

Noi, per quanto ci riguarda, abbiamo sempre notato sviluppi e sempre maggiore impegno da parte di ottime persone che si sono sempre rese disponibili.

Ovviamente non è stato facile ricominciare a spiegare tutto ogni volta, a costruire nuovamente quei rapporti di fiducia necessari allo sviluppo e al consolidamento di rapporti e compiti.

Però noi crediamo in quello facciamo, non siamo solo convinti, ma di più, perché la nostra idea di protezione civile comunale è quella di una partecipazione di tutti i cittadini.

E quindi continueremo.

UN PO' DI STORIA....

Un gruppo comunale è una forma alternativa di volontariato nel settore della protezione civile e dell'antincendio boschivo, non è una associazione, ma un gruppo di volontari che si mettono a disposizione del proprio Comune, mantenendo il puro spirito dell'attività di volontariato che deve intendersi come quella prestata in modo personale, spontaneo e gratuito, tramite l'organizzazione di cui il volontario fa parte, senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà.

Al fine di garantire interventi coordinati e tempestivi sulle aree interessante da emergenze di incendi e/o di protezione civile, si è ritenuto opportuno costituire un gruppo di volontari comunale denominato "Gruppo Genova" che riunisse le squadre circoscrizionali.

Attualmente ci sono otto sedi territoriali del Gruppo Genova, che coprono l'intero arco cittadino con sede nei Municipi di Ponente, Medio Ponente, Centro Ovest, Valpolcevera, Centro Est, Levante e le due nuove arrivate Bassa Valbisagno e Medio Levante, per un totale di circa 200 volontari addestrati ed attrezzati.

Il gruppo genova, nella sua attuale conformazione rappresenta l'evoluzione storica dei volontari antincendio boschivo che iniziarono ad operare nei primi anni ottanta, organizzati come VAB.

In quei tempi, se vogliamo eroici, l'organizzazione era approssimativa ma l'entusiasmo era tanto e si cominciava a definire la conformazione delle squadre.

Appena qualche anno dopo, nascono le “squadre circoscrizionali antincendio boschivo, le SCAB, quando il Comune di Genova era ancora organizzato in Circoscrizioni...

Il Comune, con il servizio Giardini e Foreste, coordinava i gruppi nelle prevenzioni, mentre le Circoscrizioni si servivano delle squadre nel proprio territorio..

Gli anni passano, le realtà si consolidano, il quadro di riferimento cambia ed il Consorzio Agricolo entra in crisi, in quanto viene dichiarato “ente inutile” ed inizia una lunga agonia. Questo fu un periodo alquanto nero per le scab, con i mezzi bloccati, una mancanza di prospettive e di chiarezza ed un progressivo appannamento sia nella gestione che nell’operatività.

Con la pazienza del volontario, la tenacia propria di chi crede in quello che fa, e la disponibilità dell’Assessore, all’epoca Arcangelo Merella, finalmente il Comune delibera la istituzione delle UIC, le unità di intervento comunale, previste nella vigente legislazione regionale, che si occupavano della lotta attiva agli incendi boschivi.

Chiaramente rimanevano delle problematiche, forse legate a fattori interni al Comune, che nel frattempo aveva anche stipulato convenzioni con associazioni di volontariato per le stesse incombenze, e che in alcuni ambienti funzionariali forse voleva andare verso una abolizione delle squadre...

Ma fortunatamente continuava a prevalere la volontà dei volontari e dell’Assessore e le unità continuavano a crescere, si riorganizzavano, intensificavano la collaborazione tra sedi del territorio e riacquistavano la piena operatività, fatta da una nuova organizzazione degli Uffici comunali, da una rinnovata organizzazione dei volontari e dalle professionalità che fortunatamente non erano andate disperse.

A seguito dello spirito di cui sopra, e dimostrato che la struttura funzionava, si rendeva necessario procedere ad una riorganizzazione burocratico amministrativa del Gruppo..

Si arrivava così alla attuale conformazione che vede un unico gruppo, con sedi territoriali situate nei Municipi che realizzano l’intento unitario del Comune e lo conciliano con le istanze del decentramento, e quindi il rapporto stretto con i Municipi.

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